Milano #a6zampe: 11 streetfood in compagnia del tuo cane

Milano #a6zampe: 11 streetfood in compagnia del tuo cane

Fai colazione come un re, pranza come un principe e cena come un povero.

E’ ufficialmente arrivata l’estate, un’estate “Africana” per dirla tutta. Giornate più lunghe, facce abbronzate e tanta voglia di vivere all’aperto. Quale migliore occasione per “sgambare” e “smangiucchiare” le delizie della tradizione gastronomica Italiana, in strada e per strada, “zampettando” da un luogo all’altro e senza mai fermarsi?

Oggi ti racconto dove andare a Milano per gustare le migliori ricette regionali del Belpaese, in compagnia del tuo adorato peloso, perché #a6zampe la vita è più bella e la pappa “da strada” più buona, parola di #dogfather.

A Milano la Sicilia spacca! Arancini (o arancine), panzerotti, pane e panelle, cannoli sono diventati i nuovi “eroi” della pausa pranzo, della merenda, della cena e del dopo cena, per numerosi golosi che come noi, non sanno resistere alla tentazione del gusto. Tra questi “spacciatori di delizie” spicca A’ Vucciria, “Old Sicily & New Food” dove troverai una montagna di prodotti tipici, fatti a mano, nel pieno rispetto della più antica tradizione siciliana. Scegliere sarà difficile, ingrassare un battito di ciglia. Se non ti trovi nel periodo critico della “prova costume” e se hai rigato dritto per tutto l’inverno …  non c’è posto migliore per “scioperare” (almeno per un giorno) ed appagare anima e palato! E per chiudere in bellezza regalati una “Minkia Tosta”, corpo medio e morbido, schiuma solida e persistente, colore avorio, una birra dal carattere tutto Siciliano!!!

La Sardegna non è da meno.  Una delle sue new entry è il Carasino, un format innovativo in grado di creare, in pochi minuti e con molta simpatia, dei rotoloni “da strada” che mixano l’unicità del pane carasau con ingredienti tutti italiani, dai salumi al pesce, del vegetariano al vegano, sino ad arrivare al dolce. Sardegna per tutti i gusti ed #a6zampe, ideale per spezzare una giornata di shopping “cattivo” in Corso Buenos Aires oppure in uno di quei pomeriggi in cui, l’insalatina mangiata a pranzo, non ti basta per arrivare all’ora dell’aperitivo. Goduriosi di tutto il mondo unitevi e fatevi un bel Carasino!

Poteva la Puglia starsene buona a guardare? Ogni giorno spuntano come funghi nuovi ristoranti pugliesi e di ottimo livello, ma nel mondo del cibo da strada e nello specifico del vero panzerotto pugliese, Luini, l’originale,  rimane il numero 1 incontrastato. E pensare che abbiamo anche cercato un degno “sostituto”. Risultato? Abbandonate ogni speranza “o voi dannati”, la coda di Luini  vale ancora tutta, parola di #dogfather. Le ricette segrete della “sciura Giuseppina Luini”, gelosamente custodite dalla family,  hanno messo in fila e d’accordo  “buongustai” di tutto il mondo. Panzerotti fritti e al forno, riempiti generosamente con ogni “ben di Dio”, per ogni gusto e per ogni dieta (recentemente è apparso anche il panzerotto integrale alle verdure, nel segno dell’innovazione).

Il Veneto si ritaglia la sua piccola scena con Tramé, importando a Milano il tipico tramezzino Veneziano meglio conosciuto come “tramesin”: soffice pane bianco di forma triangolare, riempito generosamente con i miglior ingredienti della tradizione Italiana (da qui il suo “paffuto sorriso”). Tramezzini “gourmet” da sbranare senza troppi complimenti a pranzo o merenda  o per chi cerca un aperitivo “alternativo” (Spritzetto e tramezzino) à bon marché.

La Liguria si fa sentire in quei di Brera con il profumo della tipica focaccia di Recco di Vianson. Una prelibatezza genuina e salutare, senza additivi o ingredienti chimici, fatta di sola acqua, farina, sale, olio extravergine di oliva e formaggio. Entrando da Vianson potrai apprezzare l’autentico profumo del pane appena sfornato, dell’olio e della crescenza, “vestire” la tua focaccia con il buonissimo pesto di prà (o con i selezionati salumi per chi è ancora “carnivoro”) e scegliere le dimensioni in funzione del tuo appetito (mini = chihuahua, normale = beagle, maxi = alano).

All’ombra dell’ex Teatro Smeraldo, oggi tempio di Eataly, tiene il passo la Valtellina, dal 2013,  con Sciatt a Porter, uno street food “montagnino” il cui protagonista è il “piccolo grande” sciatt, goduriosa frittella di grano saraceno, ripiena di formaggio Casera fuso e servita in comodi cartocci da gustare passeggiando in una delle zone più trendy e vivaci di Milano. E se poi questa “esca” vi avrà aperto lo stomaco, potrete sempre fermarvi al ristorante (carnivori e non) per passare al gioco duro fatto di Pizzoccheri, Polenta, formaggi, bresaola ed altre delizie della Vallata.

Portavoce a Milano della tradizione Emiliana 4.0 è  Sorry Mama. lasagneria artigianale che attraverso sperimentazioni e abbinamenti coraggiosi,  ha saputo reinterpretare con successo la lasagna classica della mamma (quella che ci mangiamo sempre e solo a casa) in chiave moderna ed in versione da asporto. Lasagna al pesto, vegana, vegetariana, “parmiGianna” ai pistacchi … lasciati tentare ma (consiglio #a6zampe) non sottovalutare cosa significhi mangiare una “tegola” di lasagna calda appena sfornata mentre cammini lungo Corso di Porta Romana con il tuo quadrupede al guinzaglio. Provare per credere!

A Milano come in Alto Adige da Delicatessen. Non confonderti con  il bellissimo e buonissimo ristorante di Viale Tunisia (che ti racconterò in un articolo dedicato ai migliori ristoranti italiani di Milano, ) 3 negozi in 3 zone tattiche (Buenos Aires, Duomo e Navigli) dispensano squisitezze alimentari che parlano con un simpatico accento tedesco! Tra queste il “vero divo” è rappresentato dal mitico Bretzel, un tipico pane di origina alsaziana (sebbene la Turchia ne rivendiche la maternita …), croccante fuori, morbido dentro, che potrai mangiare da solo oppure farcire con affettati e formaggi della tradizione Atesina.

Senza voler entrare nella storica diatriba tra Emilia e Romagna, ti presento Farinami: la piada “fusion” (poteva mai essere classica a Milano?) Da Farinami “la fanno davvero strana” e così questa icona gastronomica  della tradizione si presenta sotto forme e spoglie diverse come la “sushi piada” (un maki grassoccio dove la piadina sostituisce il riso), il “cono piada” (dove la cialda è fatta di piada e le palle con ingredienti freschi come salumi, pesce, formaggi e verdure) e ancora la “piada burger” e la “pizza piada” per non farsi mancar nulla.  Un must per chi arriva e per chi parte, a due passi dalla Stazione Centrale.

Ci stiamo lentamente spostando ad Oriente ed è quindi il momento migliore per presentarti Itashi, il cibo da strada più etnico tra gli “italici”, che si definisce con queste parole: la cucina tradizionale Italiana avvolta in quella Giapponese“. Simpatia e innovazione, le due keywords di questo piccolo laboratorio del gusto che ama “provocare” e si inventa l’Itamaki, un rotolo dall’impasto (ancora) segreto che avvolge di tutto, dalla parmigiana al pesce, dalla fassona al carpaccio, dall’nduja alle verdure, sino ad arrivare alla versione dessert, tra queste il mitico cannolo. E per un branco di pochi fortunati, pochi ma intimi tavoli dove gustare gli Itamaki annaffiandoli (why not) con une bella bollicina.

Wikipedia e Treccani non sono stati in grado di accertare l’origine geografica della “tartina”, fermandosi ad una sterile definizione di: “Fettina di pane spalmata di burro, maionese o altro, guarnita in vario modo, che si serve come antipasto e sim”. Arriviamo così, senza campanilismo e senza alcuna indicazione geografica, ad uno di quei ricordi che i meno piccoli ancora portano nella lunga memoria della papille gustative . Girovacando in una delle più belle vie di Brera ti imbatterai ne La Tartina dove potrai tornare bambino “azzannando” il bancone carico di delizie, sempre in compagnia di un buon calice di vino.

Il giro è finito ed è ’ arrivato il momento di tornare a casa (a fare degli addomiali), cari amici con e senza coda. Se vi piace quello che facciamo e soprattutto “come lo facciamo” stay tuned e ve ne racconteremo presto delle belle! Parola di #dogfather #dogmother #oscar … sempre insieme per un mondo migliore #a6zampe dove umani a 2 e 4 zampe possano vivere e convivere serenamente.

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E adesso ti salutiamo con le parole del grande George Bernard Shaw:

“Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”.

Milano #a6zampe: 9 fermate di tram nelle 9 migliori enoteche

Milano #a6zampe: 9 fermate di tram nelle 9 migliori enoteche

Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon blog, un buon amico  (ed un biglietto del tram)

Ami la sincerita del vino? Ami il tuo cane alla follia? Vivi la tua vita #a6zampe e non lasci mai Fido a casa solo quando esci a divertirti?  Se hai risposto “SI” per ben 3 volte, questo è l’articolo che fa per te. Cane al cane … vino al vino!

Oggi ti racconto dove andare a Milano per bere un buon calice di vino (o più di uno…), in compagnia del tuo adorato peloso (perché #a6zampe la vita è più bella), in tram (perché lasciare la macchina in garage quando esci a bere è un gesto di responsabilità verso il prossimo e verso il tuo cane).

UN PERCORSO “DIVINO”, in 9 FERMATE, CON IL TRAM N.9.

Il nostro tour inizia da Porta Venezia dopo aver “sgambato e socializzato” per una bella oretta al Parco Indro Montanelli con il nostro quadrupede.

Prima tappa al mitico Bicerin, una elegante “wine room” dove puoi trovare più di 800 etichette di piccoli (e piccolissimi) vignaioli di tutto il mondo.  Niente grandi firme dunque, ma solo vini di eccellenza prodotti da coloro che vivono il proprio lavoro come vera passione, come ragione di vita e solo “incidentalmente” come busines. Seduto in un comodo ed accogliente salotto, immerso nella quiete di questa “biblioteca del vino”, ti sentirai osservato da numerose e silenti bottiglie, ognuna con la propria storia, ognuna con il proprio “racconto”. Il nostro consiglio è farsi accompagnare nella scelta dallo staff, molto premuroso, professionale e sempre ricco di consigli e spiegazioni per “capire quello che stai bevendo” (siamo ancora al primo calice dunque “ce la dovremmo fare”…).

Pochi passi ci separano dalla prossima tappa: Hic. Dall’esterno di Via Spallanzani (per i non Milanesi una bella via pedonale alle spalle di Porta Venezia) sembrerebbe un piccolo locale, ma così non è. Una bellissima taverna con mattoni rossi rende questo luogo una tappa di relax all’insegna del claim “facciamoci del bere”. E non è tutto: la simpatia del locale infatti è sincera come il vino che serve. Ricordiamo ancora il cartello che ci incitò ad entrare la prima volta, che recitava: “Salva La terra. E’ l’unico pianeta con il vino” e così … “ce la siamo letteralmente bevuta”. Un posto facile da ricordare, semplice da dire e da bere: Hic.

Saltiamo sul tram n.9 “on the road” verso  Porta Romana. Un paio di fermate e siamo a destinazione: Wine Road. enoteca con cucina che spazia dall’amatriciana al couscous, dalle polpettine al sugo alle acciughe siciliana con mozzarella di bufala. Il suo look ci piace, caldo ed informale, con dei bellissimi sgabelli a forma di tappo, uno staff simpatico e gentile ed una carta dei vini di tutto rispetto. Ci regaliamo un calice di Muller dal nome impronunciabile (ThurgauStrasserhof) accompagnandolo con un taglierino di formaggi. Che altro dire … da Wine Road ci mettiamo proprio sulla strada giusta per una serata inebriante.

Riprendiamo il tram e facciamo ancora 2 fermate. Prossima tappa da Ross & Bianc, un piccolo wine bar che ci ispira sin dalla prima visita. Un ambiente raccolto, pochi tavoli per pochi eletti, con il suo bancone rosso sgargiante ed un oste molto disponibile, ma mai troppo presente, che ascolta sornione le nostre preferenze, per poi suggerire un CANtastico calice di Verdicchio (campione di Europa 2016) accompagnato dal piatto “cult” della casa: la mitica parmigiana lasagnata. Una abbinata davvero DOP, DOC, TOP … “DOG” … il vino inizia a dare i suoi effetti ma chi si ferma è perduto.

Si riparte dunque per una nuova avventura. Una sola fermata di tram e siamo a Porta Romana. Una sgambatina di poco più di 100 metri ci porta a Roseè, recentissima scoperta. Piccolo e accogliente, in particolare se avete la fortuna di sedervi al tavolo con le poltrone. #oscar il nostro assistente quadrupede si “spaparazza” sul tappeto mentre noi ci regaliamo il piacere di uno Chardonnay delle Langhe davvero particolare ed alcuni stuzzichini di pesce per meglio valorizzare le caratteristiche del nettare degli dei. Lo staff è decisamente simpatico e loquace. Ce la raccontiamo con la titolare sulla nostra recente esperienza Americana, arrivando alla conclusione che in Florida c’è un clima spaziale ma qui a Milano (nonostante il cielo grigio di questo sabato di primavera che ha un sentore più “ottobrino”) si beve troppo bene e questa è una ragione per vivere qui, unica città italiana ad avere una collocazione (per la precisione il 31° posto) nella Global Power City Index, per raccontarla in modo semplice, una “classifica” delle città che, grazie al loro magnetismo, sono in grado di attirare i migliori creativi e le migliori aziende da tutto il mondo ed attivare processi collaborativi di sviluppo economico, sociale ed ambientale. Che il vino possa fare “la sua parte” nelle sorti di Milano è fuori discussione e noi oggi, con questo articolo, vogliamo dare il nostro piccolo ma valente contributo (bella scusa vero?).

Salutiamo Porta Romana dal finestrino del tram ed in un paio di fermate siamo al Vinodromo. Il mood del locale recita parole sante: “home is not a place, it’s a feeling“. Ed infatti di sentimenti in questa casa ne abbiamo provati molti, tanti, … richiamati da eventi di degustazione che hanno allargato i nostri orizzonti, stimolato i nostri sensi, il naso, la vista, la bocca (e la coda del nostro quadrupede tutte le volte in cui è arrivato del cibo a tavola). Tra questi citiamo la recente esperienza di degustazione dei Vini della Loira e la precedente degustazione di saké, per sfuggire (almeno per una volta) dal “campanilismo del nostro buon vino”, sebbene quest’ultima rimanga la nostra vera passione. Lo staff è preparatissimo, l’ambiente conviviale, il mood è perfetto per una serata tra amici “di naso” (e con la coda). E’ già in agenda il prossimo appuntamento per scoprire i vini dell’Etna, una sequenza di 10 vini per degustare il nettare del grande vulcano.

Pochi metri e siamo alla fermata Bligny. Le gambine fanno “giacomo giacomo” e le nostre faccine si sono colorate, ma siamo felici e CANtenti e sempre #a6zampe. Prossima fermata piazza XXIV maggio. Due passi lungo la Darsena e ci dirigiamo da Don Pietro, una piccolissima enoteca dove non sarà difficile conoscere e farsi conoscere, tutti “vicini vicini” in compagnia di un buon vino e del proprio quadrupede. L’oste è davvero uno che “ne sa a pacchi”. L’abbiamo messo alla prova più volte e vi possiamo garantire che non ha mai sbagliato un colpo, lui in particolare … che viene da una terra dove “se sgarri ti tagliano la gola“. E’ qui che la #dogmother ha scoperto l’amore per i bianchi “barricati”. Il suo nuovo “amore da tavola” è lo Chardonnay “Ca Michiel” di Villa Angarano. Una rapida analisi di questo capolavoro targato Bassano del Grappa: colore giallo paglierino intenso,  al naso esprime sentore di frutta matura, vaniglia e note di albicocca, in bocca aromatico, con buona acidità e la tipica percezione retro olfattiva derivante dall’invecchiamento in botte.

Ma noi non siamo ancora “alla frutta”. Sarebbe forse ora di andare a casa, ma optiamo per un’ultima tappa, quella che idealmente avrebbe dovuto essere la prima. E così ci regaliamo una bella “sgambatina” lungo il Naviglio per riprenderci dalla nostra degustazione di vino by tram. Ed eccoci al banco di Il Secco, enoteca e vineria di Bollicine Italiane. Il posto è decisamente movimentato e popolato da veri amantil della bolla. Insomma… chi non si accontenta del primo prosecchino che passa al convento e non cade nel cliché del Franciacorta, qui potrà ottenere qualche sana soddisfazione. Noi tocchiamo il Nirvana del vino con un calice di Cruasé Brut Rosato di Tenuta Travaglino, che poche settimane dopo la nostra visita verrà inserito tra i migliori 100 vini e vignaioli di’Italia. Abbiamo portato fortuna? Ai posteri l’ardua sentenza…

Ci siamo regalati una serata #a6zampe davvero TOP dove abbiamo bevuto, stuzzicato, sgambato in compagnia del nostro amico peloso, in totale serenità e sicurezza, senza inquinare l’ambiente al costo di un biglietto urbano.

Riprendiamo così il tram 9 e mentre guardiamo fuori dal finestrino ci passano davanti agli occhi i numerosi calici consumati nel corso della serata. La soddifazione è enorme, l’umore ancor di più. Domani andremo a correre per bruciare le calorie stoccate nel corso della serata, prima che si trasformino in maniglie dell’amore. Il quadretto è davvero da pubblicità Barilla: #dogfather seduto con la faccina felice, #dogmother che se la dorme sorridente sulla sua spalla destra ed il quadrupede #oscar accucciato come un angioletto sulle gambe del suo custode. La simpatica vecchietta davanti a noi ci scruta interessata, come volesse fare un complimento,  ma quando apre la bocca proferisce le seguenti parole: “Ma lei è del leone? Perchè il leone è un bell’animale ed anche un bel segno zodiacale … ma lo sa che da bambina un leone allo zoo mi ha pisciato addosso?“.  Ci collassiamo dalle risate (e per poco non ci pisciamo addosso anche noi…) mentre “sbarchiamo” a Porta Venezia dove il nostro viaggio sta (in teoria) per finire. Ma è qui che prendiamo una decisione molto importante: una serata bella come questa non può finire così. E soprattutto vogliamo brindare alla simpatica vecchietta che ci ha fatto ridere come dei matti, con l’implicito auspicio di invecchiare sani e matti come lei!

Un pochino barcollanti ci rimettiamo in cammino. Per fortuna i marciapiedi di Corso Buenos Aires sono piuttosto larghi, a prova di “brillo”. Una decina di minuti ed eccoci arrivati in una delle enoteche più vere, semplici ed autentiche di Milano: Vino al Vino. Qui il tempo si ferma, perché il vino non è un caffé. Se andate di fretta, se siete impazienti di essere serviti o se pensavate a farvi giusto una “sveltina”, il nostro consiglio è cambiare rotta (magari verso Corso Como). Qui la filosofia recita “Keep calm and drink wine” e noi la condividiamo al 101%. L’oste è un giovanotto incredibilmente preparato, che ama condividere la sua passione con i “viandanti”, dilettandosi in racconti “di vino” senza alcuna pretesa didattica o ecumenica (e senza mai guardare l’orologio con ansia da prestazione). Inoltre questa enoteca ha un altro concept che a noi piace molto. Si può bere un bicchiere da qualsiasi bottiglia. Niente “lavagne e lavagnette”. Non esistono i vini del giorno, della settimana o del mese. Si può scegliere il vino che si vuole senza alcuna limitazione. Il prezzo del bicchiere equivale a un quarto del prezzo della bottiglia servita e pagata, senza alcun ricarico di servizio. Un buon motivo per “sgozzare una bottiglia”  e se non la finite,  alla peggio ve la portate a casa.  Noi questa sera abbiamo abbiamo già superato i nostri limiti e così optiamo per un calice da meditazione, per chiudere in bellezza, a ritmo lento e facendoci inebriare da un nettare che Huffington Post definirebbe “uno dei 10 vini da bere rima della fine del mondo”. Quale? In tutta onestà NON ce lo ricordiamo … e questo è uno dei motivi che ci riporterà presto in questo locale bello e sincero.

E’ arrivato il momento di salutarvi cari amici di vino e di pelo, con e senza coda. Se vi piace quello che facciamo e soprattutto “come lo facciamo” stay tuned e ve ne racconteremo presto delle belle! Parola di #dogfather #dogmother #oscar … sempre insieme per un mondo migliore #a6zampe dove umani a 2 e 4 zampe possano vivere e convivere serenamente.

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E nell’attesa che arrivi anche in Italia lo “CharDOGnnay”, nettare Californiano per cani di cui abbiamo recentemente sentito parlare, … vi salutiamo con le parole di Ovidio: “Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”. #beready

 

Milano #a6zampe: le 11 migliori gelaterie in compagnia del tuo cane

Milano #a6zampe: le 11 migliori gelaterie in compagnia del tuo cane

La vita è come un cono gelato: bisogna imparare a leccarla! (Snoopy)

E’ finalmente arrivata l’estate. Le giornate si allungano, i tavolini riappaiono sui marciapiedi, le facce abbronzate e più felici, la birretta con gli amici, la passeggiatina serale … e quale migliore occasione per regalarsi un bel gelatino #a6zampe?

Oggi ti racconto dove andare a Milano per mangiare un buon gelato, in compagnia del tuo adorato peloso, perché #a6zampe la vita è più bella ed il gelato più buono, parola di #dogfather.

Nella volontà di raccontarti “qualcosa di nuovo”, ti parlerò di realtà giovani, piccole e (forse) meno conosciute. Non ce ne vogliano i “soliti noti” come Cioccolati Italiani, Amorino, Grom, Rivareno, Venchi, Il Massimo del Gelato,  la cui popolarità rende inutile (o quasi) ogni nostra recensione.

Partiamo da Kilometrozero, gelateria artigianale e biologica certificata. Un modo di tornare “alla natura” al 101% dove anche i materiali accessori (coppe, coppette, cucchiaini, salviette..) sono realizzati con materiali completamente biodegradabili e compostabili, nel pieno rispetto dell’ambiente e degli animali che in esso vivono. A proposito di animali: in questa gelateria potrete trovare IceDog, un gustosissimo gelato per gli amici a 4 zampe, altamente appetibile, reidratante, tonico e rinforzante, in grado di integrare in maniera sana e regolare la loro dieta. Per i bipedi invece segnaliamo alcune ghiottonerie da perderci il becco come il gelato al mosto d’uva bio, la nutellaccia, il biscotto, il pistacchio di bronte senza latte e zucchero.

Una vetrina con un grande adesivo a forma di cane dice “qui posso accompagnare il mio padrone“. Siamo “già dentro” a dimostrazione che i locali amici degli animali vendono di più! Ci troviamo da Yes, in quella che un tempo veniva chiamata “l’aperitivo strip”, la via degli aperitivi, a pochi metri da un colosso storico della notte come Gattopardo, sorge questa gelateria artigianale, autentica, semplice e simpatica come i suoi titolari ed i suoi gusti. Ci regaliamo un cioccolato dark e cocco che si rivela una abbinata davvero CANtastica! Per il nostro pelosetto una piccola cialdina con gelato allo yoghurt … e andiamo a casa tutti felici e CANtenti.

In zona Isola non ci sono dubbi: Artico, creazione del maestro gelatiere Maurizio Poloni,  ti conquisterà con il suo look NewYorkese ed una selezione di tutto pregio, che affonda le sue radici in una tradizione trentennale fatta di gusto e passione. Non è un caso che Gambero Rosso gli abbia conferito ben 2 coni. Una chicca per gli amanti del vino: da non perdere il  cioccolato al barolo.

A due passi da Piazza repubblica, alle spalle dei Giardini Indro Montanelli,  domina la scena Biancolatte. Tra i diversi gusti la leadership spetta ai CANtastici cremini, difficili da descrivere, facilissimi da gustare. Regalati questa opportunità con la scusa di portare il cane a sgambare al parco, ma attenzione! Al rientro a casa la tua faccia goduriosa potrebbe indurre tue moglie a strani pensieri e scatenare infondate gelosie. Portale a casa una coppetta con tris di cremini e vedrai quanto (anche lei) può essere dolce…

Stretta tra ChinaTown e l’Arco della Pace,  VasaVasa (che in dialetto siciliano significa “bacia bacia”) è un posticino con carattere e personalità. Ingredienti naturali, lavorazione tradizionale e sapori onesti, rendono questa piccola gelateria un posto da non perdere. Le nostre preferenze vanno al cremoso pistacchio di bronte, alla cannella, al cioccolato all’arancia ed alle buonissime granite all’anguria, caffé e limone.

Super new entry dell’estate 2017, Tosa1848 in Piazza V Giornate, si rivela una vera scoperta. Dolce connubio fra tradizione e creatività o “rivolta Milanese” nell’arte del gelato?  La risposta è una selezione “libidinosa” di gusti tra cui il pistacchio salato senza latte, il gianduia veg e “Luigino” un mix cremoso da perdere la testa. Il titolare ama stuzzicare gli ospiti con numerosi assaggini, a cui è impossibile dire di no.  Numerose scelte di gusti senza latte, per non penalizzare gli amici intolleranti verso il lattosio e senza perdere il piacere del buon gelato, perché Vegan è OK, parola di #dogfather.

Attratti dai suoi colori e design mettiamo alla prova  Enrico Rizzi entrando in un mondo di sapori creativi come  il sesamo nero, il tè verde matcha e la Sinfonia d’Oriente (fiori d’arancio, petali di rosa e zenzero candito). Circondati da torte, cioccolato e macaron, sarà davvero difficile fare i bravi in questa “boutique della tentazione” … pertanto “abbandonate ogni speranza o voi che entrate” e se l’inferno è questo, tanto vale essere cattivi!

Alle spalle di Porta Venezia si fa strada una “new entry” (o meglio una “re-entry”) di tutto rispetto e perstigio: Out Of the Box “il gelato artigianale per DAVVERO”! Un format innovativo, che rappresenta l’evoluzione della gelateria e che riporta a Milano il piacere assolutamente distintivo (per chi ha la fortuna di conoscerlo) della Sorbetteria Castiglione di Bologna. Un ritorno alla grande dunque, stessa “storia”, locale diverso, “fuori dagli schemi”. Qui il gelato ha una vera personalità: alcuni gusti portano il nome proprio di persona come Ludovico (il nostro preferito), Guglielmo (nostra seconda scelta), Michelangelo, Emma, Karin, Edoardo…, serviti nelle eleganti, croccanti e capienti “cestine bolognesi”, una versione emiliana del cono… da non perdere!

Latte e Neve in Via Vigevano, alle spalle del Naviglio, ha tutta la nostra simpatia. Dopo una lunga coda per arrivare ad essere serviti (il che la dice ancor più lunga… in una città dove tutti van di fretta e dove le gelaterie sbucano come funghi), il primo ad essere servito, con un bel biscottino, è proprio il nostro quadrupede!  E qui scatta la prima zampetta a favore di questa questa piccola gelateria, che mette d’accordo il palato dei fanatici della tradizione e degli amici vegani, con un’ampia selezione loro dedicata. Ci facciamo tentare dal pistacchio sale e pepe, dal cioccolato cannella e peperoncino, dalla nocciola igt Piemontese e dalla liquerizia Calabrese, gusti assolutamente CANtastici che deliziano la nostra serata. Non ci sorprende dunque il certificato di eccellenza di TripAdvisor ed il primo posto sul podio tra le gelaterie di Milano. Una tappa da mettere in “agenda”.

Nascosta tra Corso Buenos Aires e la Stazione Centrale spicca l’insegna “muccata” di Gelato Giusto. Qui la regola base è semplice e chiara. Il gelato si produce ogni giorno, con ingredienti freschi, naturali e frutta di stagione, ove possibile senza usare il latte e quando il gelato finisce … finisce! Della serie “chi c’è c’è“, un motivo in più per non presentarsi last minute in questa piccola gelateria di quartiere, con una selzione limitata ma di particolar pregio. Proprio oggi ci regaliamo una coppetta con fior di basilico, cardamomo, zenzero e lime. Ma le papille gustative già corrono alla prossima scorribanda #6zampe (già in agenda) quando ci butteremo su banana, noci e cioccolato, passito di pantelleria e cantucci, ricotta noci e miele,

E per finire, per chi non è capace di resistere alla “oscura” tentazione del cioccolato, Chocolat, a due passi da piazza Cadorna, rimane un “ever green”, la “morte nera” di ogni dieta. Otto tipi di cioccolato provenienti da tutto il mondo per dilettare anima a palato. E’ un vero peccato che i nostri amici pelosi possano essere solo spettatori senza poter essere “cioccolatosi”. Consiglio: portati da casa un premietto di quelli gommosi e servilo al quadrupede per tenerlo impegnato, così che non si renda conto di quanto è buono il tuo gelato. Eviterai così i suoi sguardi languidi, versetti penosi e bave da lupo famelico.

E’ arrivato il momento di salutare e correre in gelateria, perché noi … alle vasche in piscina preferiamo le vaschette di gelato!

Se vi piace quello che facciamo e soprattutto “come lo facciamo” stay tuned e ve ne racconteremo presto delle belle! Parola di #dogfather #dogmother #oscar … sempre insieme per un mondo migliore #a6zampe dove umani a 2 e 4 zampe possano vivere e convivere serenamente.

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Ne approfittiamo per fare un caldo saluto al nostro dolcissimo #pablo, grandissimo amante del gelato, a cui dedichiamo l’immagine di copertina, in una delle sue espressioni migliori. Il giorno in cui ti stringeremo ancora, sul Ponte dell’Arcobaleno,  nelle nostre mani ci sarà (manco a dirlo) un secchiello gigante di gelato, tutta per te, adorato cagnone.

Stramilano 2017 #a6zampe in onore di Pablo

Stramilano 2017 #a6zampe in onore di Pablo

Si chiamava Pablo, razza Beagle, il “runner a 4 zampe” che nella sua breve vita, ma intensa, ha corso dieci Stramilano “da cani” insieme al suo  “custode a 2 zampe” Max (meglio conosciuto come #Dogfather) e Josephine (aka  #Dogmother) che ha avuto il privilegio di correre con lui la sua decima e gloriosa stracittadina.

Testimonial di Let’s Travel DOGether (la guida turistica su Milano dal DNA tutto “pet friendly”), “CIO” (Chief Innovation Officer) di Dogfather e ispiratore di un mondo migliore #a6zampe, Pablo ha anche filmato, con la sua GoPro in spalla, la sua ultima “sgambata”. In questo VIDEO avrete  la possibilità di vivere e rivivere i momenti salienti della 10Km 2015 dalla prospettiva dell’amico “peloso”, dalla cannonata d’inizio (il momento più terrificante per gli amici a 4 zampe) sino al sudato traguardo con la consegna della medaglia e del meritato biscottino.

E così il 19 marzo 2017 il branco composto da #dogfather, #dogmother e #oscar, è tornato sulle strade di Milano per correre la 10 Km in onore del beagle Pablo che ha fatto, nel suo piccolo, un “pezzo di storia” della cultura #petfriendly Meneghina. La sua eredità è stata oggi accolta con onore e impegno dal giovane meticcio Oscar, la lepre ideale con cui correre, grazie al suo fisico snello ed al DNA da levriero.

Quante immagini ci sono passate per la mente durante l’oretta in cui abbiamo battuto il percorso, con “mucha calma” in questa calda domenica di sole … quel sole che a pablo è sempre piaciuto! Perché correre è uno spazio aperto dove vanno a giocare i pensieri.

Ti porteremo sempre nel cuore adorato cagnone … e tutte le volte che andremo a “sgambare” tu sarai lì con noi e sarai il più veloce di tutti, con le tue ali da Top Gun (sorry … volevo dire DOG Gun). Per sempre con te! #dogether #furever il tuo #dogfather, la tua #dogmother ed il tuo apprendista #oscar

In drogheria #a6zampe

In drogheria #a6zampe

Ci siamo passati davanti diverse volte ed oggi non abbiamo proprio resistito alla tentazione di fermarci in pausa pranzo.

Ci troviamo alle Drogherie Milanesi, un locale informale, curato, moderno ma che richiama l’atmosfera di “vecchia Milano”. Con la sua grande pesa all’ingresso, i poster originali della Cinzano, il bancone e gli scaffali pieni di leccornie (le sardine Pollastrini di Anzio, la crema di porcini, il friggione bolognese …), i tavoli ravvicinati come se fosse una riunione di famiglia, le Drogherie Milanesi sono un luogo ideale per un lunch, un aperitivo oppure una cena tanto tra amici quanto di lavoro.

Il  menu è davvero ricco e invitante. Si distingue tra “drogheria” (mezze porzioni) e ristorante (porzioni intere) per i più “famelici”. Noi che siamo golosi più di vista che di palato,  optiamo per le mezze porzioni così da poter gustare più manicaretti possibili e ci buttiamo sul pesce scegliendo le crocchette di baccalà, il baccalà mantecato e peperone, il polpo croccante con patate e le alici ripiene di erbe e pane verde. La carta dei vini è decisamente interessante ma visto che siamo solo a pranzo (e nel pomeriggio dovremmo teoricamente lavorare) optiamo per un calice di ottimo Tocai Greco, una nuova e sorprendente scoperta di cui sfortunatamente non ricordiamo la cantina (ci toccherà tornare a cena per acquisire questa “informazione vitale”  e cogliere così l’occasione per “killare” una bottiglia intera) .

Il  nostro piccolo #oscar è completamente assorbito dai piacevoli sentori della cucina ed il suo sguarda corre veloce senza mai perdere di vista i camerieri, nella speranza che qualcosa arrivi anche a lui. Lo staff è gentile e professionale. L’atmosfera è particolarmente rilassata. Sarà forse la prima giornata calda e soleggiata dell’inverno, sarà che è venerdì e molti saranno già scappati per il ponte in montagna, il locale non è per nulla affollato ed abbiamo così l’occasione per chiacchierare amabilmente  con i vicini (molto vicini) di tavolo, che per fortuna sono amanti degli animali.

Gli ottimi propositi di saltare il dolce crollano miseramente quando vediamo passare un bicchiere di Tiramisù particolarmente “libidinoso” ma per limitare i danni (ed i sensi di colpa), ne ordiniamo uno in due … e mettiamo a tacere quella antipatica “vocina” che risponde al nome di coscienza.

E’ arrivato il momento del fatidico conto. I prezzi si dimostreranno piuttosto #friendly, il che denota piena coerenza con l’approccio #petfriendly verso il nostro amico quadrupede.

La nostra valutazione della Drogheria Milanese è dunque PAWsitiva: 3,8 / 5

rating drogheria milanese

E adesso … sfruttando la posizione alla spalle di Brera, andiamo a farci una bella “sgambata”in Via Solferino, prima di rientrare e rimetterci al lavoro … e contribuire (pur nel nostro piccolo) alla realizzazione di un mondo migliore #a6zampe. Se anche voi amate vivere e viaggiare con il vostro quadrupede, se condividete il sogno e la speranza di un mondo dove umani a 2 e 4 zampe possano vivere e convivere serenamente, non perdiamoci di vista.

Ci vediamo presto per scoprire una nuova location #petfriendly e non dimenticate che “da soli si corre veloce, MA con il tuo cane andrai più lontano e ancora più veloce“, parola di #dogfather.

Info
Indirizzo: via San Marco, 29 – map
Tel: (+39)  02 45488837
Web: www.drogheriemilanesi.it e Facebook

Come arrivare
M2 Moscova / Lanza

Quando
Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 24.00

I nostri suggerimenti
Una location decisamente interessante per chi ha gusto ed ama i gusti. Se il vostro “peloso” ha una dimensione importante vi suggeriamo di prenotare assicurandovi un tavolo “comodo” anche per lui.

Nei dintorni
Brera per una “sgambatina” #a6zampe sempre piacevole .